La notizia era nell’aria da tempo. Già nello scorso aprile il Fondo Pubblico di Investimento dell’Arabia Saudita aveva ritirato il suo sostegno finanziario e adesso la conferma dei problemi finanziari del LIV arriva con l’istanza di fallimento presentata dalla lega che cinque anni fa aveva fatto irruzione nel golf mondiale strappando alcuni dei migliori giocatori al PGA Tour e al DP World Tour a forza di contratti milionari.
Il progetto, che all’inizio era stato portato avanti da Greg Norman, in qualità di CEO del LIV, ha dovuto arrendersi alle crescenti difficoltà incontrate da questo circuito con i costi che superavano abbondantemente le entrate. Il nuovo CEO della lega araba, Scott O’Neil, ha proposto alle autorità competenti del New Jersey un progetto di ristrutturazione del debito che vede coinvolta la BC Partners, società di private equity con sede a Londra, la quale finanzierebbe un tentativo di ritorno del circuito LIV nel 2027 attraverso quella che la lega ha descritto come una “transazione di ricapitalizzazione”. Il piano, subordinato al numero di giocatori che resterebbero nel circuito dopo questo passaggio, richiede l’approvazione del tribunale.
La ristrutturazione probabilmente libererebbe i giocatori dai loro attuali contratti permettendo di cercare altre opportunità altrove. Già dall’inizio di quest’anno, quando erano già noti i problemi del LIV, gli agenti di diversi giocatori della lega avevano contattato il PGA Tour e il DP World Tour per esplorare possibili modalità di ritorno. Per facilitare questa difficile situazione il PIF, il fondo arabo che aveva fin qui finanziato il LIV, ha messo a disposizione quasi 50 milioni di dollari di finanziamento che permetterebbe alla lega di continuare a operare durante il procedimento fallimentare. PIF ha dichiarato che la decisione di cessare il finanziamento del LIV fa parte di un più ampio spostamento verso progetti nazionali e allontanandosi dagli investimenti globali che non avevano prodotto rendimenti sufficienti. L’esperienza del LIV è costata al PIF tra i 5 e gli 8 miliardi di dollari dal lancio del 2021 fino a quest’anno.
Difficile prevedere se il nuovo progetto presentato dal LIV abbia le potenzialità per rilanciare il circuito con una formula diversa da quella utilizzata fino ad agosto quando si è disputato l’ultimo torneo. Al momento, però, ci sono da affrontare altri problemi tra i quali spicca quello dei debiti, si parla di un miliardo di dollari, sia nei confronti dei giocatori che di parecchi fornitori.
Nella foto Lee Westwood, uno dei primi giocatori passati al LIV











