HomeViaggiI grandi campiIl nuovo The Patch: l’omaggio firmato Masters alla città di Augusta

Il nuovo The Patch: l’omaggio firmato Masters alla città di Augusta

L’Augusta National ha ristrutturato lo storico Municipal. I progetti firmati da Tom Fazio, Beau Welling e Tiger Woods. Ma lo spirito è rimasto lo stesso: campo splendido ma accessibile a tutti

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L’Augusta National ha ristrutturato lo storico Municipal. I progetti firmati da Tom Fazio, Beau Welling e Tiger Woods. Ma lo spirito è rimasto lo stesso: campo splendido ma accessibile a tutti

Dall’inviato ad Augusta (Georgia, Usa), Stefano Cazzetta

“C’è più erba su un green adesso che su tutto il campo prima”. La folgorante battuta di un anziano frequentatore fotografa esattamente la nuova realtà del The Patch, lo storico campo di Augusta, così soprannominato pare per la vicinanza di un terreno coltivato a cavoli, che in origine si chiamava Augusta Municipal. Per rendere meglio l’idea: ci fu un periodo in cui una regola locale permetteva di piazzare la palla sul ciuffo d’erba più vicino. E non è detto che si trovasse poi così vicino.

Nato nel 1928, quattro anni prima del ben più famoso National, adiacente l’aeroporto Daniel Field, da sempre ha rappresentato il luogo dove chiunque poteva giocare a golf in modo facilmente accessibile ed economico. Un ambiente familiare, per niente formale, dove ogni ospite era accolto da un sorriso, da una battuta e dalla immancabile domanda a fine giro: “Ti è piaciuto?”. Impossibile che non piacesse, a patto di tenere lo sguardo fermo sul contesto generale, sugli scenari immutati nel corso degli anni, piuttosto che sui particolari.

Meglio non far caso alle condizioni del fairway o al rough selvaggio. Meglio non prendersela troppo se a un buon colpo non corrispondeva un uguale risultato. E non era il caso di arrabbiarsi più di tanto se le palline svanivano nel nulla, inghiottite dai misteri di un campo che, per quanto tu fossi bravo, la sapeva più lunga di te. Era il vecchio Municipal, il The Patch, con i suoi green tanto piccoli quanto perfidi, le sue condizioni così così, ma con un fascino difficile da dimenticare che ti invitava ogni volta a tornare. Il tempo però passa e lascia tracce profonde. Impone interventi – drastici e costosi – se non si vuole perdere contatti con il presente e tenere l’obiettivo puntato sul futuro.

Nel 2023, il presidente dell’Augusta National, Fred Ridley, annuncia la discesa in campo per dare nuova vita allo storico fratello. E lo farà in grande stile, come non può essere altrimenti se si muove il club più famoso ed esclusivo del mondo, la casa del Masters. Da sempre l’Augusta National reinveste buona parte dei proventi nelle infrastrutture cittadine. Per Augusta rappresenta un vero propulsore e non solo dal punto di vista economico e per questo motivo non poteva permettere il declino definitivo di un percorso così importante per la diffusione del golf e per la vita sociale del territorio. “Inaugureremo una nuova era per il golf pubblico nella nostra città”, le parole di Ridley. L’obiettivo era ancora più importante: non solo un campo moderno e più attraente, ma un luogo dove programmi e strutture favorissero la pratica offrendo, nello stesso tempo, opportunità di formazione e lavoro.

L’Augusta National non è abituato a spendere parole destinate a disperdersi nel vento. Il passaggio ai fatti è stato immediato. Dopo aver concordato con il Comune l’affitto simbolico di un dollaro all’anno per 50 anni, è stata costituita una società tra l’Augusta Technical College, The First Tee of Augusta e Masters Tournament Charities, sono stati chiamati all’opera due architetti di fama sicura come Tom Fazio e Beau Welling e si è dato il via ai lavori.

Impossibile conoscere il costo, ma di certo non si è trattato di un budget modesto. Il nuovo The Patch, che dista solo un quarto d’ora di macchina dall’Augusta National, è stato completamente ridisegnato, anche se 11 delle 18 buche richiamano in qualche modo le precedenti. Oggi appare magnifico e luminoso. Fairway più larghi, green più grandi, nuovi bunker con sabbia abbagliante, non enormi, ma collocati in modo strategico.

C’è qualcosa dell’Augusta National? Sì, il richiamo è evidente, anche se l’atmosfera riporta in qualche modo al passato. Non foss’altro per gli aerei privati che decollano e atterrano senza sosta a poche decine di metri dai giocatori. Sul percorso c’è un solo lago e oggi fa parte della buca finale che ha come sfondo la nuova e moderna club house. Dal tee bisogna volarlo, prima di puntare al green, che è stato realizzato come copia della 18 del National, la famosa Holly che ha festeggiato tanti vincitori della Giacca Verde.

Tutto è nuovo e funzionale al The Patch, compreso un enorme campo pratica dotato delle più moderne attrezzature tecnologiche. È stata rifatta anche la viabilità intorno al percorso e cambiato il punto di ingresso. La via di accesso è ancora intitolata a Jim Dent, uomo simbolo dei giocatori di colore (ammessi solo dal 1964) cresciuto al The Patch e diventato protagonista anche sul PGA Tour, vincendo 12 volte nel Champions Tour.

Ma c’è dell’altro: un percorso di pitch e putt in erba sintetica e dotato di illuminazione artificiale che porta la firma di Tiger Woods. In omaggio ai caddie della regione, è stato chiamato “The Loop at The Patch”. Un gioiello più piccolo incastonato in quello più grande.

Questo è l’omaggio che l’Augusta National ha fatto alla città di Augusta. Il campo è magnifico, ma la destinazione è rimasta quella di impianto pubblico: le nuove tariffe per giocare a piedi, per i residenti della zona, sono di 25 dollari per 18 buche dal lunedì al giovedì (20 dollari per i ragazzi e gli over 60) e di 35 dollari dal venerdì alla domenica e nei giorni festivi (30 dollari per ragazzi e over 60). Per una partita di nove buche, il costo è di 18 dollari durante la settimana (15 dollari per ragazzi e anziani) e di 23 dollari nei fine settimana e nei giorni festivi (25 dollari per ragazzi e anziani). Il cart ha un prezzo davvero competitivo: 10 dollari per 18 buche e 7 per 9. I non residenti pagano 85 dollari durante la settimana e 95 dollari dal venerdì alla domenica e nei giorni festivi, ma sono cifre assolutamente giustificate dalla bellezza del percorso e dalla qualità dei servizi che offre.

Da metà aprile, a soli tre anni dall’annuncio di Ridley, il nuovo The Patch è una splendida realtà che guarda con fiducia al futuro.
È passato più di un secolo da quando, negli Anni Venti, con l’aumento della popolarità del golf, un articolo dell’Augusta Chronicle, faceva notare come “una delle maggiori esigenze della città, dal punto di vista ricreativo e del divertimento, è un campo da golf comunale, che renda il golf accessibile sia ai residenti che ai turisti invernali che non possono permettersi di giocare sui campi del Country Club e del Forrest Hills-Ricker”.

Il Municipal-The Patch, pur tra mille vicissitudini, ha assolto splendidamente a questo compito. E lo farà ancora a lungo. L’Augusta National gli ha conferito modernità e nuova bellezza, ma non ne ha tradito lo spirito originale.

Nella foto del titolo: una veduta del nuovo The Patch (Credit foto dal sito golfthepatch.com)

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