Si è concluso il Decennale di Charing Golf Tour. Dieci anni di sport, incontri, amicizie, condivisione e solidarietà. Dieci anni che hanno trasformato un’idea in un progetto, un progetto in una community e una community in una forza concreta capace di fare del bene.
Il Golf Club Bergamo L’Albenza ha ospitato il 18 e 19 settembre “The Last Swing”, l’ultimo appuntamento di un’edizione speciale – con la partecipazione di 420 giocatori – nata per celebrare i primi dieci anni di Charing e culminata nella Cena di Gala presso l’Auditorium Aruba di Ponte San Pietro.
Due giornate che hanno rappresentato molto più della conclusione di una stagione sportiva: sono state il momento in cui fermarsi, guardare a quanto costruito insieme e, soprattutto, iniziare a immaginare ciò che verrà.
Perché se c’è una cosa che questi dieci anni hanno insegnato a Charing è che fare del bene genera altro bene.
È un circolo virtuoso, forse una delle forme più autentiche di gratificazione: non si compra nulla, si sceglie di donare qualcosa di sé agli altri e, quasi sempre, ciò che si riceve in cambio vale molto di più.
È da questo principio semplice che Charing è partito. Ed è su questo principio che, anno dopo anno, è cresciuto.
Nel 2026 il sostegno è stato rivolto a tre realtà: Il Serafico di Assisi, punto di riferimento nella cura e riabilitazione di bambini e giovani con disabilità gravi e plurime; La Casa di Leo di Bergamo, che opera nell’housing sociale, rivolgendosi a famiglie di bambini ricoverati presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, con l’intento di offrire accoglienza; e la Cooperativa Sociale EOS di Brunico, impegnata in progetti socio-educativi, terapeutici e di accompagnamento rivolti in particolare a bambini, giovani adulti e famiglie.
Dietro i numeri c’è molto di più. Ci sono persone, storie, incontri. Ci sono aziende che hanno scelto di credere nel progetto, giocatori che continuano a tornare, professionisti che hanno messo a disposizione il proprio talento, volontari che
hanno donato tempo ed energie e amici che, anno dopo anno, hanno portato altri amici.
Oggi Charing significa decine di volontari, centinaia di giocatori professionisti e amateur coinvolti negli appuntamenti del Tour, migliaia di presenze complessive e una community digitale capace di generare centinaia di migliaia di visualizzazioni.
Il percorso costruito negli anni ha trasformato progressivamente una manifestazione sportiva in un modello capace di mettere in relazione solidarietà, sport, aziende e territorio.
I numeri raccontano la crescita del progetto, ma sono soprattutto le persone ad averla resa possibile. Sono loro ad aver permesso a Charing di crescere, strutturarsi e raggiungere un livello organizzativo e qualitativo sempre più alto, senza perdere ciò che ne rappresenta l’essenza: il piacere di stare insieme e di prodigarsi per una giusta causa.
Il valore più grande: aver dato forma a una famiglia, una community. Dal sogno e dalla visione di Claudio Ongis, Presidente e Fondatore del Charing Golf Tour, è cresciuta negli anni una community unita da valori comuni: sport, socialità, amicizia e volontà di trasformare il proprio tempo e il proprio impegno in un aiuto concreto per chi ne ha più bisogno.
Una comunità fatta di persone diverse per età, professione, provenienza e storia personale, che hanno trovato in Charing un terreno comune.
Un ruolo fondamentale è quello dei volontari, il cuore pulsante di Charing: donne e uomini che hanno scelto di donare tempo, energie e competenze, contribuendo con professionalità, passione e sorriso a creare quell’atmosfera autentica e inclusiva che distingue Charing da una semplice competizione sportiva.
Perché aiutare gli altri significa anche arricchire sé stessi. Significa scoprire che si può giocare, sorridere, stare insieme e divertirsi dando contemporaneamente un significato più profondo a tutto questo.
Sempre più persone e sempre più aziende scelgono di avvicinarsi al progetto non semplicemente per partecipare a un evento, ma perché ne condividono i valori e vogliono sentirsi parte di questo.
Fare del bene agli altri facendo, allo stesso tempo, del bene a sé stessi. E farlo divertendosi, insieme. È quella che Charing, fin dalla propria nascita, definisce “la ricetta perfetta per fare del bene divertendosi”. Una formula nella quale sport, eccellenza, convivialità e solidarietà convivono e nella quale non esistono vincitori e vinti, perché la vittoria più importante è quella condivisa.
“The Last Swing”: due giorni per celebrare dieci anni di Charing.
Sul percorso del Golf Club Bergamo L’Albenza, 420 tra professionisti e amateur hanno condiviso il green nell’ultimo grande appuntamento sportivo del Decennale. A chiudere simbolicamente il percorso è stata poi la Cena di Gala all’Auditorium Aruba di Ponte San Pietro, con una serata dedicata ai protagonisti, ai risultati e alle persone che hanno contribuito a costruire questi primi dieci anni.
Anche l’alta cucina, elemento che negli anni è diventato parte dell’esperienza Charing, è stata protagonista con Diego Crosara, Chef Pâtissier di Marchesi 1824 e Ambassador Charing, e Lorenzo Lunghi, Chef del ristorante Torre Fondazione Prada e lo Chef Stellato Giuseppe Cereda titolare del ristorante “Cucina Cereda”
Un ultimo appuntamento chiamato volutamente “The Last Swing”. Ultimo swing del Decennale, ma non certo ultimo swing di Charing.
“Dieci anni fa – ha dichiarato Claudio Ongis – tutto questo era un’idea: rivolgere lo sguardo agli altri e trasformare la passione per lo sport in qualcosa di concreto. Oggi quell’idea è diventata anche un risultato: 1.260.000 euro raccolti e destinati a chi ne ha bisogno. Ma il risultato più importante sono le persone che hanno reso possibile raggiungere questo traguardo. Ed è questa la cosa che mi rende più orgoglioso. Charing è cresciuto perché, anno dopo anno, sempre più persone hanno scelto di crederci, di mettere a disposizione tempo, energie e risorse per gli altri e, soprattutto, di farlo insieme. Perché è proprio questo il valore più grande di Charing: scoprire che, quando il bene diventa qualcosa di condiviso, può crescere molto più di quanto avremmo mai immaginato dieci anni fa.”
“Abbiamo sempre pensato che fare del bene potesse essere anche un’occasione per stare bene, incontrarsi, divertirsi e creare relazioni autentiche – ha aggiunto Ongis -. Dieci anni dopo sappiamo che quella intuizione era giusta. Il mio grazie va ai volontari, ai partner, agli Ambassador, ai giocatori, ai Golf Club, agli amici e a tutte le persone che hanno percorso anche soltanto un tratto di questa strada insieme a noi. Questo Decennale non chiude una storia: ci dà ancora più responsabilità ed entusiasmo per continuare a scriverla.”
“Al contrario, – conclude il Presidente Ongis – lascia una consapevolezza ancora più forte: quello che è stato costruito insieme in questi dieci anni può diventare la base di qualcosa di ancora più grande. Ci sono nuove persone da coinvolgere, nuove aziende da avvicinare, nuovi amici da incontrare, nuovi progetti da sostenere e nuovi traguardi che oggi, proprio come dieci anni fa, possono sembrare lontani. Poi qualcuno inizierà a crederci. Qualcun altro deciderà di unirsi. E insieme si proverà a raggiungerli. Grazie per essere stati la forza che ha reso possibile tutto questo. Grazie per aver trasformato un’idea in una community. Grazie per aver dimostrato che divertirsi e fare del bene possono percorrere la stessa strada. Il Decennale di Charing finisce qui. Il prossimo capitolo comincia adesso.”
I numeri del Decennale
- 10 anni di Charing Golf Tour
- Oltre 60 competizioni disputate
- 30 serate di gala
- Oltre 5.000 giocatori coinvolti
- 240.000 euro raccolti nel 2026 in occasione dell’edizione del Decennale
- 1.260.000 euro raccolti complessivamente nei primi dieci anni











