La sede della Società Teosofica Svizzera a Ginevra ospita dal 30 settembre al 15 ottobre 2026 la mostra personale di Giorgio Piccaia, artista italiano nato a Ginevra. Il vernissage si terrà mercoledì 30 settembre 2026 alle ore 18:30 presso la sede centrale situata al numero 17 rue Ferdinand Hodler, ai margini del quartiere des Eaux-Vives. Ingresso libero.
Un luogo di cultura nel cuore di Ginevra
Situata sulla riva sinistra del Lago Lemano, la sede ginevrina della Società Teosofica si trova in uno dei quartieri più vivaci della città, ricco di gallerie, atelier e spazi culturali. Attiva dal 1910 e teatro storico del Congresso Mondiale del 1936, la sede ospita gruppi di studio e una importante biblioteca esoterica. Qui l’eredità intellettuale della Teosofia continua a dialogare con la ricerca artistica contemporanea.
Teosofia, Arte e Storia: un legame profondo
Fondata nel 1875 a New York, la Società Teosofica promuove da oltre un secolo la fratellanza universale e il dialogo tra scienza e spiritualità. Il pensiero teosofico ha influenzato figure chiave dell’arte moderna come Vassily Kandinsky, Piet Mondrian e Hilma af Klint, che nell’arte vedevano uno strumento per esprimere verità spirituali invisibili. La sede di Ginevra riafferma il suo ruolo di laboratorio culturale, ospitando eventi come conferenze ed esposizioni.
Giorgio Piccaia: l’Armonia dei Numeri
Nato a Ginevra nel 1955, Giorgio Piccaia è figlio d’arte: suo padre Matteo è stato membro anziano di SPSAS Ginevra, oggi Visarte. La sua ricerca ruota attorno alla sequenza di Fibonacci, intesa non come calcolo ma come linguaggio simbolico che unisce universo e uomo, visibile e invisibile.
Formato dagli incontri giovanili con John Cage e Jerzy Grotowski, Piccaia persegue l’essenziale eliminando il superfluo. Su tela, papiro, carta, acciaio e plexiglas, trasforma la matematica in meditazione. Per lui Fibonacci è la prova di un’armonia tra Macrocosmo e Microcosmo in piena sintonia con il principio teosofico dell’Unità nascosta dietro tutte le cose.
Nelle sue opere, spesso definite “iniziatiche”, ogni colore e ogni numero diventa archetipo. Installazioni come Il Rosario di Fibonacci funzionano come mantra visivi, piccoli riti. L’artista richiama anche le radici sanscrite della sequenza, evidenziando quel ponte tra Oriente e Occidente, tra scienza, arte e spiritualità caro alla tradizione teosofica di Madame H.P. Blavatsky.
Fibonacci tour: la tappa di Ginevra
La mostra ginevrina rappresenta l’ultima tappa del Fibonacci tour di Piccaia. Un tassello che si inserisce naturalmente in questo luogo di studio e riflessione, dove l’arte diventa strumento per percepire l’armonia universale.
Nel titolo: Giorgio Piccaia, Numeri ad Antibes, 2025, acrilico su tela (particolare)











