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Quando il golf torna indietro di cent’anni

In concomitanza con l’83° Open d’Italia, il 26 giugno il Royal Park a Torino ospiterà anche l’Italian Hickory Trophy

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In concomitanza con l’83° Open d’Italia, il 26 giugno il Royal Park a Torino ospiterà anche l’Italian Hickory Trophy

Mentre al Golf Torino La Mandria i professionisti saranno impegnati in uno degli appuntamenti più importanti della stagione italiana, a poche centinaia di metri di distanza si vivrà un’esperienza completamente diversa. Il 26 giugno il Royal Park I Roveri ospiterà infatti l’Italian Hickory Trophy, una competizione che permette di riscoprire il golf così come veniva praticato oltre un secolo fa.

I partecipanti arriveranno da diversi Paesi europei accomunati dalla stessa passione: giocare utilizzando attrezzature storiche e rivivere l’atmosfera delle origini di questo sport. Non si tratta di una semplice rievocazione folkloristica, ma di una vera gara nella quale vengono utilizzate esclusivamente mazze costruite secondo i criteri dell’epoca.

L’elemento più caratteristico è rappresentato proprio dall’hickory, il legno di noce americano che fino agli anni Venti del Novecento veniva utilizzato per realizzare gli shaft delle mazze. Resistente ma allo stesso tempo flessibile, offriva una sensibilità particolare all’impatto con la palla.

Con l’arrivo degli shaft in acciaio, più uniformi e performanti, questo materiale venne progressivamente abbandonato dal golf moderno, ma continua ancora oggi ad affascinare gli appassionati della tradizione.

Per compensare la maggiore difficoltà nell’utilizzo di queste attrezzature storiche, la competizione adotterà il sistema di handicap sviluppato dalla British Golf Collectors Society, che prevede l’assegnazione di alcuni colpi aggiuntivi rispetto all’handicap tradizionale del giocatore. Le regole di gioco, invece, saranno quelle moderne riconosciute dagli organismi internazionali che governano il golf.

Naturalmente non ci sarà spazio per la tecnologia. Telemetri laser, smartwatch con mappe del campo e qualsiasi altro supporto elettronico saranno vietati. I concorrenti dovranno quindi affidarsi esclusivamente all’occhio, all’esperienza e alle proprie sensazioni, proprio come facevano i golfisti di inizio Novecento.

Anche l’abbigliamento contribuirà a creare un’atmosfera d’altri tempi. Sarà facile incontrare giocatori con pantaloni alla zuava, bretelle, camicie con cravattino e coppole, in netto contrasto con l’abbigliamento tecnico normalmente utilizzato sui campi da golf. Anche la tradizionale cena di gala sarà coerente con lo spirito dell’evento e vedrà molti partecipanti indossare abiti storici o il classico kilt scozzese, richiamando le radici britanniche di questo sport.

Dietro la crescita del movimento italiano dell’hickory golf c’è il lavoro dell’Associazione Italia Hickory Golf, fondata e guidata dal torinese Carlo Busto. Nel corso degli anni l’associazione ha dato vita a un calendario di circa dieci eventi nazionali e mantiene rapporti costanti con le principali manifestazioni europee dedicate a questa disciplina.

Uno degli aspetti più interessanti è che non occorre possedere una collezione di mazze storiche per avvicinarsi a questo mondo. L’Associazione mette infatti a disposizione dei neofiti set completi di bastoni, consentendo a chiunque di provare l’esperienza senza particolari investimenti.

Per una giornata, almeno, il golf tornerà davvero indietro nel tempo.

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