Con la Prima che si è tenuta al Cinema Adriano a Roma nella serata del 7 Maggio, Il tempo è ancora nostro, primo film italiano ambientato nel mondo del golf, è arrivato nelle sale di tutta Italia.
Interpretato da Ascanio Pacelli, Mirko Frezza, Miguel Gobbo Diaz, Viktorie Ignoto e Simone Sabani, con la partecipazione straordinaria di Andrea Roncato, il film, che ha già ricevuto numerosi premi a Festival Internazionali, mette al centro una storia di amicizia che attraversa il tempo, le differenze sociali e le cadute personali.
Due uomini, due vite agli antipodi. Da una parte Tancredi (Pacelli), cresciuto in un ambiente privilegiato, abituato al successo e alle apparenze, ma incapace di proteggere davvero ciò che conta. Dall’altra Stefano (Frezza), segnato da un passato difficile, consumato dagli eccessi e da anni passati a rincorrere una stabilità mai raggiunta. A unirli è un legame antico, nato quando erano poco più che ragazzi, e una passione comune che diventa rifugio e occasione di riscatto: il golf.
A guidarli, come un filo invisibile che non si è mai spezzato, la figura di Costantino (Roncato), padre, maestro e punto di riferimento capace di tenere insieme ciò che sembrava perduto.
Un film che parla di tempo che passa, ma soprattutto di quello che resta e della possibilità, non scontata, di rimettere insieme i pezzi quando sembra ormai troppo tardi.
Uno dei protagonisti è Ascanio Pacelli, un passato da maestro di golf, personaggio televisivo, Direttore del Golf Terre dei Consoli, Presidente della Pgai, l’associazione italiana dei golfisti professionisti. Lo abbiamo intervistato.
Pacelli, che effetto le ha fatto girare un film sul golf, cosa ha provato?
Quando mi è stato proposto ho pensato che si trattasse di un treno da prendere al volo per il bene del golf. Non ci ho riflettuto neanche un attimo: ho risposto subito di sì. Ero un po’ perplesso perché non sono un attore. Ho fatto qualche cosa in teatro o in televisione, ma mai del cinema. Non ho pensato ad avviare una carriera come attore. Ho solamente immaginato la grande opportunità per uno sport che amo. Io ho fatto un reality, il Grande Fratello, a cui sono ancora molto riconoscente, che mi ha dato una famiglia e molta popolarità. All’epoca molti pensavano che non fosse giusto sfruttare questa popolarità, ma io non l’ho fatto per me. Ho sempre messo questo sport che io amo profondamente, avanti ad ogni cosa. Quando mi è stato proposto il film, nel 2022, ero Consigliere federale della Federgolf, Presidente era Franco Chimenti. Quando ne ho parlato con gli altri Consiglieri ho detto: non dovete dare l’ok alla mia partecipazione per me, ma per il golf. Non solo hanno subito detto di sì ma hanno anche stanziato un finanziamento per la realizzazione del film. L’obiettivo era di finire le riprese e farlo uscire in concomitanza con la Ryder Cup, ma purtroppo ci sono stati molti ritardi per vari motivi e il film è uscito in sala solo ora. Insomma, per il golf è una occasione pazzesca. Io sarò criticato perché non sono un attore e recitare non è il mio mestiere. Ma l’idea che questo film possa essere apprezzato e possa cambiare il modo di percepire il golf attraverso una storia di amicizia, di emozioni, di riscatto e di rinascita, francamente mi esalta.
Dove sono state girate le scene di golf?
A Roma, al Golf Nazionale e a Terre dei Consoli. Consideri che io sono il General manager di Terre dei Consoli, così quando finivamo di girare una scena andavo in ufficio a fare il mio lavoro. Poi quando si ricominciava mi chiamavano e io tornavo sul set.
Gli altri attori sapevano giocare a golf?
Assolutamente no. Se la sono cavata solamente grazie al montaggio. Bisogna dire che però Miguel Gobbo Diaz ha sfruttato l’occasione perché la Produzione gli ha messo a disposizione un maestro per otto mesi e lui si è appassionato e ha imparato molto bene, tanto che adesso ha 10 di Handicap.
Insomma, secondo lei questo film farà bene al golf?
Assolutamente sì. Dopo le sale cinematografiche andrà anche sulle piattaforme, tra cui Sky. Spero poi che sarà trasmesso dalla Rai o da Mediaset. Sarebbe un modo bellissimo per far entrare il golf nelle case degli italiani.











