Da uno dei nostri inviati ad Augusta (Georgia, Usa)
Per calmare la febbre, si è deciso di aumentarne la disponibilità, ma il risultato, per ora, è modesto. La febbre da gnomo – l’ambitissima statuetta da giardino, vestita ogni anno con abiti ispirati al golf e al Masters – è ancora alta all’Augusta National.
Per accaparrarselo si è disposti a tutto, o quasi. Perché fa simpatia, fa tendenza. È carino da mostrare agli amici invidiosi e, soprattutto, può costituire un buon affare economico. Lo compri a poco più di 60 dollari e lo puoi rivendere anche a dieci volte tanto. E forse anche più. Se poi hai la fortuna di possederne uno originale del 2016 puoi ricavarci anche 10.000 dollari. E se invece possiedi l’intera collezione, è meglio riporla in una cassetta di sicurezza e programmare bene l’investimento della considerevole cifra che se ne ricaverebbe in caso di vendita.
Da una dettagliata inchiesta di Espn, si ricavano notizie interessanti. Nel negozio Crazy Johnny’s Golf Haberdashery, vicinissimo all’Augusta National, c’erano diversi gnomi in vendita a 3000 dollari, compreso quello del 2019, anno in cui noi italiani avevamo sperato nella vittoria di Francesco Molinari e che invece consegnò il 15° major a Tiger Woods.
Poi c’è la resa di Ryan Carey, considerato il più importante esperto di cimeli legati al golf: “Abbiamo venduto i ferri da golf di Tiger Woods del Tiger Slam qualche anno fa per oltre 5 milioni di dollari. Ma oggi ricevo più e-mail su questi dannati gnomi che su quei bastoni da golf. È incredibile”.
Insomma, la febbre non accenna a scendere. Lo Gnomo è diventato anche maestro di stile. C’è chi fa di tutto per vestirsi e acconciarsi come lui. Va detto, poi, che quello di quest’anno è particolarmente attraente: ha anche un ombrello che si apre per davvero. Per non farlo bagnare in caso di pioggia, sempre ammesso che qualcuno sia disposto a lasciarlo incustodito nel proprio giardino.
Ma come viene vista dall’Augusta National tutta questa frenesia? Diciamo con un po’ di fastidio.
Troppo clamore e soprattutto troppo business, anche se non sono una novità per il merchandising del Masters. Un affare che ormai transita intorno ai 100 milioni dollari nella settimana, anche se non esistono cifre ufficiali. Il concetto rimane lo stesso: qualunque oggetto targato Masters lo puoi acquistare solo qui, nei giorni del torneo. Né prima, né dopo, né altrove. Ragion per cui è sconfinato il mercato di rivendita su tutti i canali disponibili. Nei due mega proshop c’è la corsa all’acquisto compulsivo. A giudicare dai sacchi in uscita, ricolmi di prodotti, nessuno ha paura di scaricare migliaia di dollari dalla propria carta di credito. In molti casi, quelle cifre ritorneranno con gli interessi. E che interessi.
Lo Gnomo, però, sta superando ogni limite. E allora l’Augusta National corre ai ripari. Come? Aumentando la disponibilità, rendendo un po’ più facile l’acquisto e creando un fratellino minore dello Gnomo. È un modellino più piccolo che richiama quello del 2018. Disponibilità massima, ma con il limite di acquisto di un solo esemplare per spettatore. Saranno misure sufficienti a contenere il fenomeno? Non c’è da fare altro che aspettare.
Ma intanto incombe anche una minaccia: che questo sia l’anno del commiato dallo Gnomo. A domanda, Fred S. Ridley, presidente dell’Augusta National, ha risposto con un abile dribbling: “È da anni che pongo questa domanda e non mi danno mai una risposta”.
Sulla febbre da Gnomo ora aleggia anche il mistero.











