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A Villa d’Este la prima grande sfida del Centenario

Al via il Campionato Internazionale d’Italia Maschile per Amateur, edizione numero 103. Per il Circolo comasco è la 58esima volta

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Al via il Campionato Internazionale d’Italia Maschile per Amateur, edizione numero 103. Per il Circolo comasco è la 58esima volta

Il ritorno a Villa d’Este del massimo torneo amatoriale italiano è stato accolto con la cifra record di 224 iscrizioni provenienti da venti Paesi, tra cui Stati Uniti e Giappone.

Centoventi sono i giocatori ammessi al torneo (54 gli italiani), che mette in campo il meglio del golf dilettantistico internazionale per quattro giorni di gara con taglio dopo tre giri: solo i migliori 60 e pari merito potranno ambire al titolo che verrà assegnato domenica. E ai punti importanti per il World Amateur Golf Ranking.

A difendere il titolo sarà l’azzurro Michele Ferrero, che si è imposto nella scorsa edizione.

Dopo tre round sarà assegnato il Trofeo delle Nazioni (nel 2025 appannaggio degli italiani) al quale prenderanno parte compagini di tre atleti. Per la graduatoria saranno considerati due score su tre giornalieri. Al via, oltre all’Italia, le rappresentative di altri 15 Paesi: Repubblica Ceca, Inghilterra, Slovenia, Danimarca, Olanda, Galles, Francia, Portogallo, Svizzera, Finlandia, Germania, Austria, Irlanda, Belgio e Stati Uniti.

«In questi cento anni il nostro Circolo è diventato uno dei punti di riferimento del golf in Italia e in Europa. Generazioni di campioni hanno camminato su questo campo, contribuendo a costruire una tradizione che oggi siamo orgogliosi di celebrare. Scorrendo l’albo d’oro degli Internazionali ci si imbatte nei nomi di giocatori che hanno contribuito a fare la storia del nostro sport», ha detto il Presidente della Commissione sportiva Oscar Ronzoni.

Sono dunque le stelle di domani quelle che si possono seguire a bordo campo, con ingresso libero.

Ne è testimone lo svedese Henrik Stenson, che qui trionfò nel 1996 prima di scalare il ranking mondiale professionisti fino al secondo posto, vincere l’Open Championship e conquistare l’argento alle Olimpiadi di Rio. A Villa d’Este la sua vittoria venne salutata con un tuffo forzato nel lago della buca 12.

Stessa sorte toccò allo spagnolo José Maria Olazábal, vincitore qui delle edizioni ’83 e ’85, seguite poi da 31 titoli sui vari tour, due Masters, l’Open a St. Andrews e sempre protagonista in Ryder Cup.

Gli Internazionali d’Italia vanno in scena dal 1905. Partiti tra Firenze e Roma, negli anni Venti hanno trovato sede stabile nella capitale, ma dal 1932 al 2013 (salvo alcune interruzioni) la vera casa del torneo è stata il Circolo Golf Villa d’Este.

Che, del resto, ha da subito messo in chiaro quanto sfidanti fossero le sue buche, invitando dopo soli due anni dall’apertura (nel 1928) i migliori giocatori professionisti dell’epoca per l’Open d’Italia, la prima di 12 edizioni.

E quattro anni dopo (1932) i migliori amateur continentali con la disputa di questo campionato (e per 42 volte anche di quello femminile).
Potessero parlare, le sue buche racconterebbero di grandi sfide, di emozioni, di match vinti e persi all’ultimo colpo.

Buche disegnate nei boschi di Montorfano, dove sono pini, castagni e betulle a imporre strategia e colpi ben piazzati, a rendere difficili i recuperi ma unica e imponente la scena.

Qui servono soprattutto tecnica, precisione e fantasia, doti mai superate dai materiali più avanzati; un gioiello di campo d’impronta britannica (fu il campione e architetto inglese James Peter Gannon a firmare le diciotto buche) destinato a fare scuola, superare le mode, battere la tecnologia.

«Celebrare cento anni significa anche guardare avanti. L’obiettivo è continuare a far crescere il golf, valorizzare i giovani talenti e preservare lo straordinario patrimonio sportivo del nostro Club per le generazioni future. Non solo quindi ricordi ma anche grandi aspettative con un focus speciale sulle attività giovanili che ci vedranno sempre più impegnati nella promozione e nello sviluppo di nuovi giocatori. Se avremo agonisti determinati li supporteremo in ogni modo», ha concluso Ronzoni.

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